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SynapThink
Il nome SynapThink nasce dall'unione della parola "Synapses" (le sinapsi del cervello, ossia i punti di contatto tra due o più neuroni, che rendono possibile l'aprendimento ed in generale il modificarsi della conoscenza personale) con la parola "Think" (pensare).
Esso vuole rappresentare un nuovo modo di concepire il pensiero umano, mettendone in evidenza alcune proprietà spesso trascurate nell'analisi dell'intelligenza biologica, come ad esempio la capacità di adattarsi e di affrontare situazioni e compiti sconosciuti.
Utilizzando il know-how acquisito nel campo delle Neuroscienze Computazionali e della Vita Artificiale, inoltre, SynapThink si propone di creare Sistemi Intelligenti Adattivi, sistemi in grado cioè di adattarsi alle esigenze dell’utente, al contesto ed all’ambiente in cui si trovano ad operare. Se infatti oggi c’è una sempre maggiore attenzione verso sistemi “intelligenti” (macchine intelligenti, sistemi di controllo intelligenti, robot intelligenti, persino bombe intelligenti), non c’è stata negli ultimi anni un’evoluzione sufficiente per quel che riguarda le tecnologie ed i metodi che dovrebbero garantire tale “intelligenza”. A parte qualche successo in domini isolati quale quello degli scacchi, l’Intelligenza Artificiale non è riuscita a mantenere le promesse iniziali, fallendo soprattutto nel tentativo di simulare quelli che a noi appaiono come fenomeni semplicissimi, come la percezione, il senso comune, le emozioni.
Recenti autorevoli studi imputano il relativo fallimento delle tecniche AI, rispetto alle grandi aspettative iniziali, a due fattori principali:
- la loro scarsa aderenza ai principi della computazione corticale, ovvero al meccanismo in grado di produrre la più elevata forma di intelligenza: il cervello umano (a questo riguardo, si veda ad esempio il best-seller On Intelligence (2004) del “guru” della tecnologia Jeff Hawkins, fondatore di Palm Computing e di Handspring).
- la loro tendenza a studiare i sistemi intelligenti artificiali isolatamente, ossia senza la presenza di un ambiente con cui poter interagire, ed indipendentemente da altri importanti fattori come quelli genetici, culturali e sociali.
Consapevole di tali problemi, SynapThink si propone di realizzare tecnologie intelligenti tenendo conto da un lato del tipo di computazione proprio del cervello umano, e dall’altro lato di tutti quei fattori che nel caso dell’intelligenza naturale contribuiscono alla determinazione del comportamento intelligente. Da questo punto di vista SynapThink può essere visto come un’applicazione dell’approccio della Vita Artificiale (Artificial Life: si veda ad esempio Langton, 1989; Parisi, 1999), che permette di guardare in modo nuovo ai sistemi intelligenti. Non si tratta infatti solamente di utilizzare sistemi più flessibili (come le reti neurali) rispetto a quelli classici, ma anche adottare una visione diversa dell’intero ambiente in cui essi si trovano ad operare. Questo approccio, a differenza di altre soluzioni di Intelligenza Artificiale, permette a SynapThink di costruire Sistemi Intelligenti Adattivi, sistemi in grado cioè di auto-organizzarsi per adattarsi al contesto e al comportamento dell’utente, in analogia alle caratteristiche di plasticità del sistema nervoso e allo sviluppo ed evoluzione degli organismi biologici.
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